lunedì, 20 novembre 2017 - Redazione - Contatti

Campi di concentramento, arresti e torture: è «Gay Crisis» in Cecenia

Da Redazione, in Società il .

Da alcune settimane associazioni per i diritti civili russe denunciano il peggioramento delle condizioni dei cittadini gay nella Repubblica Russa della Cecenia. Gli attivisti hanno parlato di una vera e propria campagna di persecuzione, che includerebbe arresti, violenze fisiche e morali nei confronti delle persone omosessuali. Tali denunce parlano anche dell’introduzione di alcuni “campi di rieducazione”, ex-caserme militari nel quale sarebbero stati internati non solo omosessuali ma anche tutti coloro che presentano “orientamento sessuale sospetto”. Di questi campi ne è stato individuato finora uno, nella località di Argun, all’interno del quale sarebbero detenute numerose persone, circa 100 secondo l’Indipendent.

Nella foto Ramzan Kadyrav
Nella foto Ramzan Kadyrav

A confermare quanto riportato dalle associazioni russe è stato il giornale Novaya Gazeta, il quale ha rivelato che ci sarebbero già tre vittime di quella che l’Huffington Post ha soprannominato Gay crisis. Secondo alcune testimonianze, le forze di polizia agiscono fermando persone e sequestrando il telefonino, per mezzo del quale si ricavano informazioni utili a perseguire chi presenta comportamenti devianti o sospetti.

Da Mosca intanto non è arrivata alcuna reazione ufficiale, mentre in Cecenia è già nota la posizione del governo locale. Il portavoce del governo Dmitry Peskov aveva riferito sulla questione sostenendo che “in Cecenia non ci sono omosessuali”. I media americani fanno notare che Ramzan Kadyrov, il presidente della Repubblica Russa della Cecenia, è noto per degli strani comportamenti come aver organizzato una competizione nella quale bambini di età compresa tra gli otto e i dieci anni, compresi i suoi figli, si affrontavano in un’arte marziale detta “lotta senza regole” molto popolare in Russia. Poco dopo che il campione MMA Fyodor Yemelyanenko aveva detto che una tale competizione era “inaccettabile” sua figlia sedicenne era stata aggredita e malmenata in una strada di Mosca.

 

 

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