Canone Rai, picco di controlli su residenza e richieste di esenzione

Da Redazione, in Cronaca il .

Si intensificano i controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni di esenzione dal pagamento del canone televisivo, e per chi invece lo paga, sull’effettiva residenza dichiarata e su prima e seconda casa o altre proprietà intestate. E’ quanto questi giorni stanno riscontrando molti italiani, che si sono visti arrivare in bolletta elettrica arretrati mai pagati relativi a immobili dove dichiaravano di non avere residenza, o di immobili in locazione, ovvero in affitto, dove alcune rate della bolletta elettrica erano saltate ai controlli. Il nuovo Canone tv infatti da quest’anno lo pagano tutti, in bolletta elettrica: una poco elegante strategia del Governo per combattere l’evasione contro la cosiddetta ‘tassa sugli apparecchi televisivi’ che ammonta a circa cento euro, e che si pagherà in due rate distinte. Il canone si paga una volta sola, anche di fronte ad una seconda casa, ed è unitario per nucleo familiare, ovvero se già viene pagato in famiglia, i figli non devono nulla alle casse dello Stato. Sono esentati dal pagamento del canone anche tutti i cittadini che hanno superato i 70 anni di età e che hanno un reddito Isee inferiore a 6.713 euro annuali.

Una tassa ingiusta

Una manovra necessaria, secondo Matteo Renzi, che alcuni mesi fa liquidò la questione del canone televisivo con la formula: ‘paghiamo di meno, paghiamo tutti’ di fronte ad una tassa che, alcuni dicono illegalmente, arriva direttamente in bolletta elettrica, risultando un atto prevaricatorio e offensivo da parte del Governo verso quelle minoranze, come gli anziani, che in caso di non possesso della televisione, sono costretti ad ulteriori pratiche burocratiche a cui avrebbero il diritto di sottrarsi.