Denaro

Il comune di Quadri regalerà 5000 euro ai nuovi nati nel territorio comunale. E’ questa l’iniziativa che il piccolo comune abruzzese, per merito del sindaco Silvio di Pietro, ha adottato per combattere lo spopolamento che da anni affligge non solo Quadri, ma anche molti altri microcomuni italiani. Pochi giorni fa infatti aveva fatto clamore la proposta del sindaco di Bormida, piccolo centro ligure, che ha cercato di far passare in consiglio comunale una direttiva che prevedeva l’erogazione di un bonus di 2000 euro a chi si volesse trasferire da quelle parti.

L’iniziativa del comune di Quadri prevede un buono fruttifero postale dal valore di 5000 euro per ogni nuovo nato, che sarà custodito dei genitori fino alla maggiore età. Il buono verrà erogato a patto che il giovane risieda in comune fino ai 18 anni di età, e che quei soldi vengano spesi per gli studi universitari o per aprire un’attività nel territorio comunale.

Il sindaco Di Pietro ne ha parlato ai microfoni di Rete8:

La città di Mantova ha pubblicato online, sul sito internet ufficiale del Comune, il bando “Housing 4 young -smarthome”. Il progetto prevede l’assegnazione di un bonus di 4 mila euro a chi si offra di svolgere almeno 50 ore di volontariato ed è aperto a tutti i giovani e a coppie. Nel caso dei giovani possono partecipare tutti coloro che non hanno superato i 35 anni di età, mentre per le coppie la somma di entrambi non deve essere superiore ai 70 anni. Sono 50 i bonus da assegnare messi a disposizione dal Comune.

Uno degli obiettivi di Housing 4 young è quello di attrarre i giovani nella città virgiliana, oltre ad incentivare la partecipazione alla vita comunitaria e al volontariato. Il sindaco Mattia Palazzi, in un post pubblicato su Facebook, ha annunciato che sono già 20 le richieste arrivate. 4 mila euro, infatti garantiscono l’affitto annuale di un appartamento per un singolo o una giovane coppia. Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del bando e della modulistica del progetto.

 

“Mi impegno&Prendo casa”: questo il nome dell’iniziativa avviata dal comune di Bolzano, la quale prevede mini appartamenti in affitto a 130 euro al mese: un canone vantaggioso quello che la città offrirà ai giovani tra i 18 e i 35 anni in cambio di aiuti di carattere sociale. Gli alloggi, 32 in tutto quelli destinati a questo progetto, si trovano nell’edificio Rosenbach, utilizzato già come convitto per la scuola professionale Levinas. La struttura, ideale per i giovani, si compone di miniappartamenti con spazi in comune dotati di sala studio e cucina.

L’importo mensile dell’affitto, 130 euro mensili, comprende tutte le spese delle utenze è riservato a coloro che risiedono da almeno sei mesi in Alto Adige. Ogni beneficiario potrà godere del canone agevolato per un periodo di tre anni, a partire da settembre 2017 e fino ad agosto 2020.

 

Lo aveva annunciato l’azienda qualche tempo fa, ed ora l’annuncio è diventato realtà: la Norwegian Air Shuttle, compagnia aerea con sede ad Oslo, ha messo in vendita i primi biglietti per gli Stati Uniti a partire da 69 euro, poco meno di un biglietto di una tratta nazionale delle compagnie maggiori. La FAA , la Federal Aviation Administration americana, aveva tardato un po’ a dare il via libera per cercare di tutelare i ricavi delle compagnie di bandiera nazionali come la Delta e American Airlines, ma pochi mesi fa l’annuncio del via libera ai primi voli a basso costo per gli Stati Uniti. Anche i voli transatlantici sono diventati low cost, e nella Norwegian, che dall’anno scorso ha quasi visto raddoppiare gli incassi, molti vedono molte anologie con l’irlandese Ryanair, che da ormai più di dieci anni è leader del low cost per le tratte europee.

Le grandi app dovranno versare un contributo alle società di telecomunicazioni, che devono subire da sole gli oneri della costruzione delle reti. È quanto propone l’AGcom, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni in una relazione del commissario Antonio Preto, a seguito di un’indagine sui servizi di comunicazione elettronica.

Secondo l’Agcom infatti le popolari applicazioni come Whatsapp, Telegram, Facebook Messenger, etc, usate da milioni di italiani, transitano sulle reti delle società di comunicazioni e dovrebbero pagare un pedaggio per sopperire ai costi di costruzione e mantenimento. Ma non solo. A volte queste applicazioni sfruttano anche il numero telefonico cellulare degli utenti, raccogliendo dati sensibili che spesso vengono rivenduti ad altre aziende. Secondo il Garante questo sistema trascura la legge sulla privacy italiana, che è una delle più puntigliose al mondo in tali termini, e pertanto ogni app avrebbe bisogno di un ‘via libera’ per poter essere distribuita in Italia.

Di fronte ad un contributo da parte delle grandi applicazioni come Whatsapp, fanno sapere dall’Agcom, si pensa di permette a queste di poter attingere al credito telefonico degli utenti per l’uso dell’app scaricata, o comunque per poter usufruire di servizi extra acquistabili a pacchetti o in abbonamento.