Economia

Troviamo molti tipi di immobili tra quelli che il Demanio cederà gratuitamente in tutta Italia: ci sono vecchi edifici abbandonati, stazioni, case cantoniere, ostelli, masserie, torri ed anche edifici di grande scala come castelli, monasteri ed ex-scuole. Insomma, nel bando di concorso che uscirà prima dell’estate per la concessione gratuita di oltre 100 immobili di proprietà dello stato, c’è veramente di tutto. Ma di cosa si tratta effettivamente? Vi starete chiedendo: ma è possibile che lo Stato ceda veramente sue proprietà a costo zero? Sembra proprio di sì. Infatti secondo le indiscrezioni a proposito gli immobili verranno ceduti in modo gratuito per un periodo di cinquant’anni a privati e imprese che ne faranno richiesta. La concessione è stata presentata come aperta a tutti i giovani fino a 40 anni, ma ulteriori chiarimenti potranno trovare risposta solamente con l’uscita del bando di concorso. Ovviamente c’è da immaginarsi che ci saranno delle preferenze per chi deciderà di avviarci un’attività, magari di tipo turistico, ma l’idea piace comunque a molti dal momento che, soprattutto sul web, sono in tanti a chiedere che le numerose proprietà abbandonate in mano al demanio pubblico vengano riutilizzate per scopi sociali o magari date a chi ne avesse effettivamente necessità.

Per ora si sa comunque che il bando di concorso, che conterrà la lista di tutti gli immobili, uscirà prima dell’estate e che tutti gli immobili si trovano in località vicine a itinerari cicloturistici. Ed abbiamo anche alcune indiscrezioni sui luoghi: si parla della Via Appia, che attraversa tutto il Centro e il Sud Italia, la Via Francigena, che invece attraversa tutto il Nord e il Centro,  il Cammino di Francesco e il Cammino di San Benedetto, oltre alle ciclovie Vento, Sole e Acqua che si trovano in Puglia.

Due grandi università rumene, quella della capitale Bucarest e della città di Galati, hanno avviato un progetto che prevede corsi di italiano per gli studenti. A tenere corsi di lingua però non saranno docenti, ma persone come tutti, purché siano di madrelingua italiana. Il progetto, che è stato denominato TRY!, coinvolgerà gli “insegnanti” per circa 10 settimane, dal 1° Aprile al 30 di Giugno del 2017 e li vedrà impegnati ad insegnare la lingua del Belpaese a classi di studenti romeni formate di 10 persone ciascuna.

La retribuzione,è scritto nel bando di riferimento per il progetto, varia a seconda delle ore di lavoro, ma il salario medio si aggira sui 300 € mensili. Va considerato, in ogni caso, che non si tratterebbe di un vero contratto full-time, ma impegnerebbe piuttosto un paio di ore al giorno. Per informazioni si rimanda al documento (link) riguardante l’opportunità di lavoro. Per la presentazione delle candidature c’è tempo fino al 15 febbraio.

L’azienda di abbigliamento sportivo Columbia Sportswear assume dei ‘viaggiatori‘ che siano disposti a testare la nuova linea di abbigliamento sportivo. Il marchio Columbia Sportswear nasce a Portland, in Oregon, negli Stati Uniti nel 1939. Da allora è diventata un punto di riferimento per molti appassionati sportivi e viaggiatori, e il logo ‘Columbia’ è diventato sempre più popolare.

Pochi giorni fa poi, sul sito ufficiale dell’azienda e contemporaneamente sui social network è stata pubblicata una proposta di lavoro molto allettante che ha fatto in poco tempo in giro del mondo. Si cercano due persone che «viaggiatori del mondo, ambasciatori del marchio Columbia , guru dei social media (ovvero che sappiano pubblicare costantemente gli aggiornamenti riguardo il loro viaggio)». Si offrono 39 mila dollari (circa 35 mila euro) per tutta la durata del viaggio della durata di circa 9 mesi, ovvero circa 4000 euro al mese.

«Pensi di essere all’altezza?» chiede l’azienda ai candidati, e si raccomanda di tenere d’occhio gli account social della Columbia (Instagram e Facebook) in attesa che siano pubblicati ulteriori aggiornamenti sulla data e la località del colloquio.

Negli ultimi anni l’Europa non è più quella dei dodici e tra i nuovi ingressi dal 2007 ad oggi un consistente blocco di stati dell’Europa Orientale ha adottato le norme comunitarie e la moneta unica, entrando almeno di fatto a far parte dell’Unione. Polonia, Slovacchia, Romania, Ungheria, Bulgaria e poi ancora Estonia, Lettonia, Lituania. Molti prima della caduta dell’URSS non avevano neanche conquistato l’indipendenza, e il lento cammino verso l’affermazione di una identità economica, è ancora in corso, in un quadro che vede tali stati assai lontani dal benessere dei paesi scandinavi e della Gran Bretagna, tanto agognato dai migranti che arrivano sulle coste del Mediterraneo, ma anche in una situazione che li vede in bilico di fronte agli attuali problemi che dividono l’Europa stessa, prima fra tutti la questione dell’immigrazione, e poi le instabilità di un sogno politico, quello dell’Unione, che sembra stia andando sfumando. Casi emblematici sono la Brexit e l’affermazione dei partiti antieuropeisti.

Tra i 6,7 e i 9,6 miliardi per la rete dei trasporti

Proprio in questi giorni però è partito da Bruxelles un altro step positivo per la parificazione degli stati dell’Est Europa, un maxi-finanziamento da 6,7 miliardi di Euro per l’ammodernamento della rete dei trasporti in tutti gli stati dei Balcani e dei paesi baltici, in particolare Estonia, Lettonia e Lituania. In Romania, Bulgaria e Slovacchia reti autostradali e ferroviarie sono ancora oggi trascurate in un sistema che porta ancora le tracce di decenni di governi comunisti , celebre il caso rumeno. Ma è anche l’Italia che può dal consistente finanziamento che, fanno sapere da Bruxelles, potrà allargarsi e far arrivare il contributo UE a circa 9,6 miliardi di euro. Ci sono la Salini Impreglio e  la Ansaldo, che già hanno fornito le reti dei trasporti della metropolitana e della rete ferroviaria in Polonia, Norvegia e Repubblica Ceca.

Quando Alibaba è nato, nel 2003, il mondo aveva appena iniziato ad assistere al boom economico cinese, quello che in pochi anni avrebbe portato alla supervalutazione dello yuan e all’exploit delle industrie manifatturiere in tutta l’area metropolitana della Cina, consentendogli di arrivare ad essere la più grande potenza economica mondiale, nel 2008. Celebri i casi dell’assenza di regolamentazione lavorativa nei ritmi frenetici della produzione, a cui abbiamo assistito anche in Italia, come a Prato quando due anni fa andò a fuoco una fabbrica e morirono degli operai, che ci dormivano dentro.

I falsi cinesi? Migliori degli originali

Fatto sta, che il merito del boom manifatturiero della Cina è merito delle aziende occidentali arrivate in Asia per sfruttare i bassi costi salariali e incrementare i propri fatturati. Prime fra tutte quelle di abbigliamento, la Nike, l’Adidas, poi la Timberland, che sono i casi più conosciuti. Infine anche le aziende italiane hanno aperto sedi distaccate in qualche periferia superpopolata tra Pechino e Shangai. A dirlo è Jack Ma, fondatore di Alibaba (dal nome della leggendaria grotta dell’«Apriti sesamo» nella novella di origine persiana Alì babà e i quaranta ladroni) che in un’intervista sostiene anche che per lui ‘i falsi cinesi sono migliori degli originali’. Il materiale – dice – è lo stesso, le fabbriche hanno gli stessi standard. Il merito? ‘E’ delle aziende occidentali che arrivano in Cina. In pochi anni ci hanno insegnato come produrre oggetti’. Mentre in un primo momento il mercato cinese immetteva prodotti di scarsa qualità, oggi a distanza di dieci anni, i falsi cinesi sono addirittura migliori di quelli originali. Cambia solo il logo.

Residenza nel territorio del comune di Livorno da almeno cinque anni, disoccupazione, iscrizione al Centro per l’Impiego e reddito minimo familiare sotto i 6530 euro: sono questi i requisiti stillati dalla nuova giunta comunale del sindaco M5S del capoluogo toscano, Filippo Nogarin, per l’assegnazione del reddito minimo di cittadinanza, di cui già si era parlato anche in Italia su proposta del movimento di Beppe Grillo. La proposta, bocciata in Italia (e recentemente anche in Svizzera, a seguito di un referendum per un sussidio mensile di circa 3000 euro) è stata invece fatta propria dal sindaco livornese, che in pochi mesi dall’elezione l’ha resa realtà.

500 euro al mese per 900 benificiari

Sta di fatto che a Livorno intanto il progetto è partito. Più di 900 i beneficiari, 997 le domande arrivate in comune, 73 quelle rifiutate per mancanza di requisiti, e via all’assegno di 500 euro al mese. Il Comune ha chiesto a chi lo riceve di ricambiare con lavori socialmente utili in comune, e finora, fanno sapere, l’aspettativa si è mantenuta sopra la media e l’iniziativa del comune si è rivelata un successo.

L’assegno fa parte, in ogni caso, di una sperimentazione della durata di 6 mesi. Ma si tratta solo di un primo passo verso un servizio che verrà riproposto, e che allargherà la sua platea di beneficiari, dicono dal Comune.

Fonti UE parlando di una nuova direttiva riguardo il documento di codice fiscale, che da alcuni anni viene utilizzato con la tessera sanitaria, introdotta in Italia poco dopo l’adozione della moneta unica europea. Nei piani iniziali era previsto che la tessera sanitaria potesse dati sanitari e fiscali del cittadino europeo, costituendo di fatto un piccolo registro elettronico, pur non essendo valido come documento di identità. Di fatto la tessera veniva utilizzata come documento fiscale e richiesta ogni qualvolta, in qualche determinata pratica di valore legale, fosse richiesto il codice di sedici cifre.

Il nuovo documento

La nuova direttiva dovrebbe introdurre un documento unico che avrà nome “codice fiscale armonizzato europeo comune di identificazione del contribuente” e avrà come sigla l’eponimo “TIN“. Il documento sarà prettamente fiscale, e non conterrà quindi alcuna informazione sanitaria al suo interno, né costituirà documento d’identità del cittadino, che sarà invece in futuro una tessera chiamata “carta di identità elettronica”, e di cui già si sta parlando da diversi mesi. La nuova carta servirà, oltre alla funzione di riconoscimento fiscale, a poter accedere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, sostituendo di fatti PIN e nomi utenti richiedibili via internet.