Innovazione

Chissà cosa penseranno adesso tutti i professionisti del mondo del cinema: dietro la macchina da presa da oggi non c’è più solo l’uomo ma anche l’intelligenza artificiale. A renderlo possibile un nuovo modello soprannominato DVD-GAN, dall’inglese Dual Video Discriminator, nome che richiama gli assai più noti DVD-Video, che per anni hanno veicolato dati “pesanti”, soprattutto film.

Alla base del funzionamento di DVD-GAN ci sono le reti generative avversarie, dette per l’appunto GAN, le quali contrappongono una rete neurale discriminante a una che funge da generatrice. Il risultato è che questo modello permette di creare immagini che risultato autentiche all’occhio umano. Introdotte da Ian Goodfellow nel 2014, costituiscono oggi uno dei campi più attivi del machine learning.

In particolare, in uno studio pubblicato da tre ricercatori inglesi della startup di intelligenza artificiale Deepmind, applicando le reti avversarie a fotogrammi random, l’algoritmo è stato capace di generare un probabile fotogramma successivo, basandosi su un dataset che riferisse un contesto di partenza. Vi lasciamo alla pubblicazione degli autori e ai sorprendenti risultati.

Come annunciato oggi in conferenza a Berlino, HTC consegnerà un numero limitato di Exodus 1, il primo smartphone nativo sviluppato con la blockchain, a sviluppatori ed esperti in tecnologie crypto. Ma l’annuncio porta immediatamente a due domande fondamentali: che cos’è esattamente un telefono blockchain e perchè qualcuno dovrebbe comprarselo?

Sappiamo che la blockchain è quella tecnologia a catena di blocchi che permette di certificare, archiviare e proteggere crittograficamente transazioni, esempio più noto di questo uso è quello che regola l’esistenza del Bitcoin e di altre criptovalute. I computer che partecipano al registro della blockchain agiscono come nodi di un sistema decentralizzato, simile al peer-to-peer, dove ogni nodo agisce contemporaneamente da server e client inviando e ricevendo dati.

Con l’introduzione di Exodus 1, HTC sostiene di voler creare un network di telefoni blockchain per duplicare il numero dei nodi di Bitcoin ed Ethereum, in modo che l’utente medio, anche senza conoscenze specifiche del settore, possa accedere più facilmente ai servizi offerti dalle tecnologie blockchain, come ad esempio il mercato delle criptovalute e altri settori dove la tecnologia verrà usata in futuro. Ma la vera novità che HTC promette è quella di consentire l’archiviazione dei dati del telefono sulla rete blockchain in modo da proteggerli in maniera ipersicura. E il risultato sarà certamente molto simile a Solid, il modello di web decentralizzato annunciato da  Tim Barners Lee qualche settimana fa. Lee, che del web è inventore, aveva pensato la rete di internet molto più decentralizzata di come è oggi.

Secondo HTC, un’ulteriore potenzialità offerta dal telefono blockchain sarebbe la possibilità di sviluppare applicazioni che gioverebbero delle potenzialità e della sicurezza di questa tecnologia. Si chiamano dApps, ovvero app decentralizzate, ecco il link per dargli un’occhiata.