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Appena due giorinsultikean2ni dopo l’esordio in Serie A del giovane attaccante juventino Moise Kean, avvenuto sabato sera nel posticipo della 13ma giornata, sulla pagina di Wikipedia a lui dedicata sono comparsi pesanti insulti a sfondo razzista. Tra le numerose offese riportate spiccano “pescatore ebraico“, “è tutto scemo”, e una dura offesa che termina con “puzza di banana“.

Gli insulti, evidentemente inseriti da un anonimo, hanno avuto vita breve sulla pagina Wikipedia. Prontamente lo staff del sito ha risposto cancellando tutte le ingiurie e riportando la pagina al suo stato precedente.

 

Secondo alcuni è stata la vera finale di questo Europeo, l’incontro in cui l’Italia avrebbe dovuto dare la vera conferma di sè dopo le buone impressioni contro il Belgio e la Svezia. Un’Italia che ha vinto, si diceva, ‘perchè il Belgio ha giocato male’ e perchè il gol di Eder all’88’ contro la Svezia era stata l’unica azione di una squadra dal gioco piatto e senza personalità.

Le occasioni dell’Italia e la rete di Chiellini

Eppure oggi l’Italia si è confermata: la vittoria contro la Spagna per 2-0 ha aperto le porte dei quarti di finale a Bordeaux che si giocheranno il 2 luglio contro la Germania campione del mondo, permettendo agli azzurri non solo di poter guardare avanti ma di poter ambire a portarsi a casa l’Europeo, cosa che non avviene dal 1968.

E la Nazionale oggi ha confermato pienamente la sua identità. La formazione aggressiva che Capello aveva preannunciato ai microfoni di Fox Sport s’è fatta sentire: il pressing degli azzurri  e una difesa impeccabile hanno lasciato poca libertà di iniziativa agli iberici chiudendo i loro spazi e permettendo agli azzurri di salire e trovare più volte possibilità di conclusione. Conclusione che sfiorano prima Giaccherini, poi Pellè, fino ad arrivare al gol di Chellini, che la mette in rete su ribattuta della punizione di Eder.

Il raddoppio di Pellè

Italia che continua a essere aggressiva per 70 minuti di gioco, dopo di che, esausta, lascia iniziativa agli spagnoli, i quali trovano quasi la rete in più occasioni, più fortunata tra tutte quella di Piqué fermata da uno straordinario Buffon pochi minuti prima del fischio finale dell’arbitro Cakir. La conclusione di Graziano Pellè servito da Darmian al 1′ minuto di recupero porta l’Italia sul 2-0 e quindi ai quarti di finale si sabato contro la Germania.

 

È finita esattamente come l’anno scorso, ai rigori. Il Cile ha vinto la 45ma edizione della Coppa America portando via un’altra finale all’Argentina, che vede per l’ennesima volta sfumare il sogno di una vittoria dopo la finale di Santiago dello scorso anno, e ancora quella persa ai Mondiali del 2014 in Brasile contro la Germania.

Una partita, quella di ieri, dove però l’Albiceleste non è riuscita a trovare il vantaggio contro il Cile di Vidal e di Sanchez, e la ricerca di spazio nella difesa cilena avveniva si è presentata solo a tratti per opera di un Messi non proprio in partita, ma che ha saputo creare qualche occasione sulla trequarti. Chance persa davanti alla porta per Gonzalo Higuain, che riporta ai tristi ricordi di quella conclusione fallita davanti a Neuer contro la Germania nella finale in Brasile del 2014. Dopo la chiusura dei tempi supplementari sullo 0-0, l’esito dell’incontro è stato deciso ai rigori, dove sono stati decisivi gli errori di Lucas Biglia e di Messi.

L’addio di Messi

E chi ha risentito di più della situazione è stato proprio Lionel Messi, inquadrato dalle telecamere in ginocchio a fine partita. Ai microfoni della tv argentina TyC ha poi dichiarato di volersi ritirare dalla Nazionale argentina: ‘Per me è finita. Ci sono state quattro finali e non mi sono bastate per vincere. Evidentemente non fa per me’ ha detto il campione del Barcellona con evidentemente riferimento alla delusione della finale persa. ‘Era la cosa che desideravo di più, ma non ci sono riuscito, quindi penso che sia finita’.

 

Una partita piatta quella della Nazionale italiana giocata oggi alle 15:00 contro la Svezia. In uno stadio occupato per lo più da tifosi di maglia gialla, il colore degli Sveriges, circa 20.000 tifosi contro i 9000 italiani, entrambe le squadra non hanno brillato in quanto iniziativa e hanno creato poche azioni da gol, precisamente una di Zlatan Ibrahimović in posizione di leggero fuorigioco, e una conclusione di testa eccezionale di Parolo, che però è finita poco sopra la porta.

Gioco fermo, poi l’idillio di Eder

Ma sono stati solo lampi in una partita dal gioco fermo. L’Italia, che nella partità di lunedì scorso contro il Belgio aveva ritrovato se stessa, oggi invece ha faticato a mantenere il possesso palla, trovando raramente iniziativa e regalando l’azione agli avversari poco dopo il centrocampo. Cambio poco dopo l’inizio del secondo tempo per un Pellè di certo non in partita, al quale subentra Zaza che perde però durante il resto della partita posizioni tattiche entrando in contrasto con Conte che lo richiama. Entra poi Thiago Motta al posto di De Rossi e Sturaro con Florenzi, che insieme a Candreva è l’unico che ha regalato qualcosa sugli esterni. All’88’ l’Italia si ritrova con un gol eccezionale di Eder, che fa slalom tra la difesa svedese e mette la palla in rete suscitando la gioia dei 9000 italiani allo Stadio Municipale di Tolosa e regalando alla Nazionale gli ottavi di finale con sei punti nel girone.

Se da una parte l’Italia non ha creato per tutta la partita eccetto alcuni brevi momenti, d’altra parte la difesa italiana si è confermata nell’impostazione avuta con il Belgio che ne ha bloccato ogni tentativo di conclusione. Un potente Zlatan Ibrahimović, forse non proprio in giornata, e un pericoloso Guidetti malgrado il forte pressing del centrocampo svedese non hanno trovato molte occasioni di fronte al tridente Barzagli, Bonucci, Chiellini.

 

Ha vinto l’Italia dei vecchi‘: è così che Der Spiegel ha scherzosamente titolato la vittoria della nazionale italiana contro il Belgio. In effetti, fino a poco prima dell’inizio del primo incontro degli azzurri all’Europeo di Francia, non c’era nessuna indiscrezione sulla natura tecnica dell’Italia, e stampa e televisione l’hanno descritta addirittura come ‘la nazionale più ignota di sempre’. La forzata assenza di Verratti, e ancora quella di Marchisio, sembravano non lasciare agli azzurri grandi capacità di espressione, eppure il gruppo, quello costruito da Conte durante questi due anni da commissario tecnico, ha avuto la meglio. E si è visto fin dai primi minuti di Belgio-Italia, quando gli azzurri hanno incominciato a correre in avanti, mantenendosi in area avversaria per tutto il primo tempo e trovando il gol con Giaccherini al 32′ e il raddoppio di Pellè al 92′, pochi secondi prima del fischio finale dell’arbitro Atkinson. In mezzo tanto impegno, da parte di tutti, e soprattutto dai migliori in campi, primo fra tutti Bonucci, autore dell’eccezionale tiro che ha consegnato nelle mani di Giaccherini il gol del vantaggio, poi ancora Candreva, Buffon, Parolo.

La vittoria italiana sui quotidiani europei

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Il naso sanguinante di Antonio Conte, subito dopo il gol di Giaccherini

Quale può essere stata la forza di così tanta potenza?  I quotidiani europei pochi minuti dopo la fine dell’incontro hanno già scritto articoli di inchiesta su come il sistema di attacco del Belgio, la squadra più giovane degli Europei (e anche tra le favorite) sia potuto fallire, ma soprattutto come la difesa dell’Italia abbia potuto resistere al pressing degli avversari durante tutto il secondo tempo. Der Spiegel, dal canto suo non ha dubbi: la vittoria è di Antonio Conte.
Suo il naso sanguinante subito dopo il gol di Giaccherini . ‘Sapevamo che avremmo dovuto soffrire’, scrive ironicamente il quotidiano tedesco riportando una frase dell’allenatore italiano dell’intervista di fine partita . ‘Il Belgio’ – conclude Der Spiegel  – ‘può avere la squadra migliore. Ma l’Italia ha l’allenatore migliore.’

Al via ufficialmente l’Europeo degli azzurri. L’esordio della Nazionale italiana è avvenuto oggi a Lione in una sfida contro i più giovani d’Europa, il Belgio, che aveva già fatto parlare di sé al Mondiale del 2014 in Brasile sorprendendo tutti e arrivando ai quarti di finale dopo la prima posizione nel girone con Algeria, Russia e Corea del Sud. Fanno parlare di loro durante la partita di oggi il giovane portiere del Chelsea Courtois, classe 1992, un incontrollabile Eden Hazard e un discreto Nainggolan, autore di due conclusioni importanti finite direttamente tra le mani di Buffon, che viene però sostituito i primi minuti del secondo tempo. Per il Belgio, allenato da Wilmots, giocavano Courtois, Vertonghen, Vermaelen, Alderweireld, Denayer, Witsel, Nainggolan, Hazard, De Bruyne, Mertens e Lukaku. L’Italia, schierata con punta centrale Eder porta in campo Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Candreva, Parolo, De Rossi, Giaccherini, Darmian e Pellè.

L’Italia sorprende trova il gol con Giaccherini

L’Italia parte premendo l’acceleratore, con una formazione nel campo avversario per tutto il primo tempo ed interessanti conclusioni di Pellè e cross di Candreva. Bonucci porta poi, al 32′, la palla a Giaccherini tirando da centrocampo, e questo solo davanti a Courtois, la mette in rete. Antonio Conte, che rimane fuori dalla panchina per tutto il tempo, per l’esultazione si ferisce al naso e inizia a sanguinare, ricevendo aiuto del professor Castellacci, che tenta di fermare la fuoriuscita di sangue ma non riesce a causa dell’esuberanza dell’allenatore.

Il raddoppio di Pellè

Segue poi un secondo tempo senza particolari iniziative da tutte e due le squadre. De Rossi entra in contrasto con Lukaku durante un calcio d’angolo del Belgio. Eder, invece, dopo due interventi da cartellino giallo, trattiene Mertens aggrappandosi letteralmente al giocatore belga e meritando quindi il cartellino giallo da Atkinson, restìo a concedere falli durante l’incontro. Seguono poi le ammonizioni di Bonucci, Chiellini e Thiago Motta, tutte per interventi fallosi dei giocatori italiani. Durante gli ultimi 20 minuti di gioco il Belgio riprende il controllo del gioco, schierandosi in area di attacco ma non trovando mai il gol per merito della forte difesa italiana e da Buffon. Al ’92 l’Italia, dopo aver ripreso in mano la partita, trova il gol con una eccezionale conclusione di Pellè, servito da Parolo.

 

 

Inizia il  Campionato europeo di calcio UEFA, la cui quindicesima edizione si terrà in Francia fino 10 luglio 2016. La cerimonia di apertura si è svolta oggi allo Stade de France di Parigi davanti ad un pubblico di circa 80 mila persone. Stadio riempito quindi nonostante l’allerta terrorimo, rimasta elevata dopo i tragici eventi di Bruxelles, e ancora dopo quelli di novembre avvenuti proprio allo Stade de France durante una partita di qualificazione di Euro2016 tra Francia e Germania. Ad alzare la tensione sono stati invece gli hooligans, gli ultrà violenti, che nel corso di manifestazioni hanno provocato scompiglio in piú parti della città. La scenografia della cerimonia di apertura ha visto l’allestimento di un grande giardino, sullo stile di quelli della più famosa Reggia di Versailles, su tutta la superficie del campo. Al centro un gazebo e al suo interno il dj David Guetta.

Payet salva la Francia

La partita inaugurale del campionato, Francia- Romania, iniziata alle 20.45 allo Stade de France,ha visto in campo due nazionali poco influenti, concludendosi  con la vottoria dei transalpini per 2 a 1, con uno straordinario gol di Payet al ’91 che chiude la partita. A fronte di un gioco monotono e spesso privo di iniziativa della Francia, che certo non ha brillato, la migliore in campo è stata la nazionale rumena, la squadra che durante le qualificazioni ha subito meno reti.