Tecnologia

Annunciata nella Google I/O Conference della scorsa settimana tra le funzioni in arrivo con la nuova versione di Gmail, l’autocompilazione per la scrittura dei messaggi, detta anche Smart Compose è ora disponibile per tutti gli utenti della e-mail di Google. Attraverso un programma che coinvolge l’intelligenza artificiale, la funzione di Smart Compose permette di finire automaticamente la frase al posto dell’utente, elaborando una la parte restante della frase considerata più idonea in relazione al resto del messaggio.

L’algoritmo di Google utilizza ciò che la gente “scrive abitualmente” per formulare frasi di senso che possano essere inserite nel messaggio e far risparmiare tempo di scrittura. Il funzionamento della Smart Compose non discosta molto da un normale sistema di autocompilazione delle parole simile al T9 degli smartphone, ma al posto della parola ad essere suggerita questa volta è tutta la frase che si sta scrivendo, tra quelle più probabili indicate dal programma.

Per usare la funzione Smart Compose è necessario attivare le funzioni sperimentali di Gmail, cliccando sul tasto delle impostazioni e selezionando poi “Prova il nuovo Gmail”. Tra tutte le opzioni attivabili cliccare su Smart Compose e salvare le nuove impostazioni. Quando si proverà a scrivere un nuovo messaggio il suggerimento indicato da Smart Compose comparirà subito dopo il cursore di scrittura, indicando l’opzione suggerita dall’algoritmo.

 

 

Non bisogna confonderli con gli OLED (Organic LED) perchè, malgrado la differenza sia poca, la Q cambia realmente tutto. I QLED, abbreviativo di Quantum dot led (schermo a punti quantici) sono tra i principali protagonisti della cinquantesima edizione del CES, in corso questi giorni a Las Vegas, e il loro ingresso nel grande pubblico sta contagiando tutti, grazie alla eccezionale prestazione dimostrata. Si tratta di schermi che azzerano ogni tipo di degradazione cromatica, ovvero capaci di rappresentare ogni colore con un livello di luminosità fino a 2000 nit.

In poche parole si tratta di schermi che riproducono fedelmente e come mai finora colori e luminosità, regalando allo spettatore una resa video pari al reale. I televisori QLED sono composti da quantum dots, ovvero punti quantici, piccoli semiconduttori che, grazie alle loro dimensioni estremamente ridotte (sulla scala del nanometro) consentono una riproduzione fedele dell’immagine.

Tra i protagonisti della 50ma edizione del Consumer Electronics Show fa il suo ingresso nella lista ‘must have’ del nuovo anno lo smart robot Olly, presentato dalla start-up britannica Emotech. Olly si configura a metà strada tra una smart device domotica (come Echo di Amazon e Google Home) e un assistente personale. Tra le novità di quest’ultimo intelligent assistant c’è infatti l’introduzione di un sistema che produce una diversa “personalità” per ogni dispositivo, ovvero un tono vocale e un diverso modo di porsi con gli utenti con i quali la macchina interagisce. Così come gli altri suoi simili Olly è in grado di collegarsi a tutti i dispositivi smart della casa, rispondere alle domande dell’interlocutore, fare ricerche da internet su basi preimpostate (meteo, prezzi di vendita, , possibilità di acquistare prodotti).

Dopo le vicende del Galaxy Note 7 esplosivo, l’azienda coreana Samsung si prepara a restituire non solo il rimborso, ma anche un credito extra a tutti i clienti che hanno acquistato lo smartphone difettoso e si preparano a disfarsene. Il buono extra costuituisce di fatto un incentivo a rimanere in Samsung, un credito di fedeltà che la famosissima società concederà agli ex-possessori di Galaxy Note 7 qualora decidessero di cambiare smartphone e di riacquistarne uno della casa coreana, piuttosto che di un marchio rivale. Samsung si prepara quindi ad elargire 100 dollari americani a tutti gli acquirenti del cellulare esplosivo, cifra che scende a 25 dollari per chi invece deciderà di cambiare marca.

Il nome della nuova versione di Android, quella che supererà Marshmallow, è stato scelto a partire dai suggerimenti degli utenti in un contest lanciato da Google, e alla fine la fortunata è stata Lauren Goode che su Twitter aveva scritto ‘Vote for Nougat. He even has an Android Wear watch‘ e cioè ‘Votate per Nougat. Anche lui ha un Android Wear‘ e in allegato una foto del proprio gatto Nougat intento a giocare con uno lo smartwatch Android.

Delusi invece coloro che speravano invece che la nuova versione si chiamasse Nutella. Molti infatti avevano ipotizzato questo nome quando lo scorso maggio lo staff di Google aveva annunciato, durante una conferenza, l’iniziale del nuovo Android, ovvero Android N. E Nougat in inglese vuol dire torrone, un altro ‘dolce’ dopo Kitkat, Lollipop e le varie versioni del sistema operativo di Google che vengono denominate con i nomi di dolci e dessert.

Realtà virtuale e miglioramenti

Ancora non si è sicuri se il nuovo Android Nougat sarà 6.1 o 7.0, ma le nuove caratteristiche hanno già entusiasmato migliaia di utenti. La nuova versione ha infatti incorporato Daydream, la piattaforma per la realtà virtuale di Google. Vengono poi completamente rifatte le Impostazioni, permettendo all’utente di avere un quadro completo di quello che sta succedendo sul cellulare, e aggiungendo altri dati importanti in un aspetto che risulta assai semplificato. Rinnovata anche l’area della notifiche e viene anche introdotto definitivamente il supporto multi-window, come richiesto da tempo dagli utenti di Android. Una caratteristica molto apprezzata è stata la modalità di risparmio energetico, che si attiva da sola e senza nessuna applicazione per la gestione, non appena lo smartphone viene smesso di usare.

Whatsapp introdurrà a breve numerose novità per tutti gli utenti. Secondo alcune indiscrezioni infatti la popolare applicazione di chat si appresta ad innovare alcune caratteristiche che coinvolgeranno chat, utenti e file musicali condivisi, oltre ad una piccola rivoluzione per quanto riguarda i gruppi pubblici.

Chat e condivisione di file musicali

Si parla infatti dell’introduzione di un piccolo player dedicato per quanto riguarda la riproduzione di canzoni condivise, che finora era possibile inviare all’interno della chat come file cliccando sul tasto ‘Allega’. All’interno del miniplayer troverà spazio anche l’immagine di copertina dell’album musicale di cui il brano fa parte e eventuali rimandi alla possibilità di condivisione di canzoni provenienti da piattaforme come iTunes, Spotify e Google Play. Per quanto riguarda la chat e il sistema di relazione tra utenti, verrà ammodernato il sistema degli emoji, che saranno resi più grandi, e sarà inserita una sorta di sistema di segreteria telefonica, che provvederà ad avvisare l’utente con un messaggio vocale nel caso fosse impossibile rintracciarlo in quanto offline.

Le novità nei gruppi

Ma la novità più grande è quella che coinvolgerà i gruppi. Tutti i gruppi pubblici, infatti, verranno resi accessibili a qualunque utente abbia a disposizione un determinato link. Sarà quindi possibile trovare il gruppo e pubblicare contenuti anche se non si è stati aggiunti, sempre che il proprietario del gruppo non decida di bloccare questa opzione. Viene anche inserito un sistema di tag che permette di menzionare nella chat dei gruppi determinati utenti inserendo la chiocciola @ più il nome dell’utente come compare nella nostra lista contatti, ovvero come l’abbiamo registrato in rubrica. Agli altri utenti del gruppo la menzione comparirà a loro volta con il nome con cui hanno registrato quel determinato utente.

 

 

 

 

 

 

A partire dagli anni Settanta, con la rivoluzione informatica dei computer e poi dal 1986, con quella di Internet, il silicio, che prima era un termine noto solo ad alcuni nelle tavole di chimica, ha trovato largo impiego nella produzione dei chip, le schede elettroniche che controllano hardware e software. Si è formato perfino un termine ad hoc: ‘Silicon Valley’, la Valle del Silicio, ovvero quella zona della California dove hanno trovato sede, negli ultimi decenni, tutte le grande aziende del settore.

Un progetto europeo propone invece un cambio di rotta per le schede elettroniche: non saranno più fatte in silicio ma in carta. E’ l’idea green proposta dall’Università di Lisbona, in Portogallo, al Premio europeo degli inventori che andrà in scena domani proprio nella capitale portoghese. Sebbene il silicio abbia un costo moto basso, ha un impatto ambientale considerevole – dicono i giovani ricercatori.

Si chiama RoBoHon ed è l’ultima creazione del colosso giapponese Sharp in quanto a domotica. Il suo ruolo è duplice: da una parte è uno smartphone, dall’altra invece è assistente vocale, in grado di rispondere ad alcune richieste dell’utente come rispondere a messaggi, chiamare, collegarsi alle reti wi-fi o bluetooth di casa per controllare più dispositivi. Un proiettore permette anche di scattare foto e video ad altra risoluzione.

RoboHon è un passo in avanti per la corsa alla robotica delle grandi aziende elettroniche, cominciata con Amazon che aveva lanciato Echo, assistente multifunzione connesso alla rete, e Google Home, che sarà messo in commercio a breve da Google. Il RoBoHon della Sharp sarà disponibile però soltanto in Giappone, dove è in vendita dal 26 maggio, a un prezzo di 1800 dollari.