sabato, 23 giugno 2018 - Redazione - Contatti

Commonwealth, lo Zimbabwe al collasso fa richiesta di riammissione

Da Redazione, in Esteri il .

Lo Zimbabwe potrebbe rientrare nel Commonwealth delle Nazioni, a distanza di quindici anni da quando l’ex presidente Robert Mugabe ne chiese e ottenne l’esclusione, nel dicembre 2003. L’attuale capo di stato Emmerson Mnangagwa ha presentato richiesta di riammissione nella grande famiglia dell’ex-impero britannico, in quello che si potrebbe rivelare uno dei più grandi affari per il paese africano negli ultimi anni: un giro di affari di miliardi di dollari, cioè quello che intercorre tra i paesi membri del Commonwealth ogni anno.

Quella dello Zimbabwe rimane comunque una mossa prevedibile, dopo il collasso economico degli ultimi anni, l’inflazione alle stelle e decine di valute ufficiali che si contrappongono a quella che è, almeno in sede ufficiale, la moneta di scambio, e cioè il dollaro statunitense.

Nel corso di luglio si terranno le elezioni presidenziali, per le quali il presidente Mnangagwa ha già invitato gli osservatori del Commonwealth. Un passo necessario, almeno a voler seguire la storia. Nel 2003 infatti Mugabe ritirò lo Zimbabwe a seguito delle accuse che erano intercorse tra lui e gli inglesi proprio dopo l’apertura delle urne. Mugabe venne accusato, come è noto, di averne influenzato gli esiti e la nazione venne sospesa dal Commonwealth. Lui di tutta risposta ne chiese l’esclusione, e chiamò i britannici imperialisti-