lunedì, 20 novembre 2017 - Redazione - Contatti

Einaudi e «l’Elegia per l’Artico», il nuovo brano per Greenpeace

Da Redazione, in Cultura il .

Un cambiamento climatico in atto che lentamente sta portando via, pezzo per pezzo, tutti i ghiacci del Mare Artico. E’ questo il tema della «Elegia per l’Artico» il nuovo brano nel quale il pianista e compositore torinese Ludovico Einaudi ha voluto trasmettere con le sue note, scandendo nella successione minimalista la sensazione del lento disgregarsi delle calotte polari. Einaudi, apprezzato in tutto il mondo per le sue opere, ha voluto accogliere la campagna lanciata da Greenpeace contro il surriscaldamento globale e ha deciso di comporre il nuovo brano e di ambientarlo in un video fortemente evocativo, che potesse sensibilizzare il pubblico al sentimento naturale che accomuna la lotta per l’ambiente che danni associazioni come il Greenpeace portano avanti. E’ così che poche ore fa è stato pubblicato il video della Elegia per l’Artico sulla pagina Facebook di Greenpeace, accompagnato dalla frase: ‘Alza il volume e condivididi il video.  Fa’ sentire la tua voce per difendere l’Artico‘. Nel video Ludovico Einaudi suona la sua elegia direttamente tra le calotte polari del Mare Artico, in Groelandia, assieme al suo pianoforte, raccogliendo migliaia di visualizzazioni in poche ore.

Artisti a difesa di Greenpeace

Quello di Einaudi non è il primo gesto di artisti che sostengono campagne ambientalisti. Celebre è anche il caso di Vivienne Westwood, e ancora di George Clooney, che hanno supportato Greenpeace nelle sue attività. La difesa dell’Artico è un tema che sta particolarmente a cuore a tutti gli ambientalisti, specialmente negli ultimi anni in seguito al fallimento del Protocollo di Kyōto e al riacutizzarsi del fenomeno dell’inquinamento atmosferico, nonchè ai correlati fenomeni dell’effetto serra. In Italia la vicenda divenne molto seguita dai primi anni del 2000, ed in particolare durante la campagna delle elezioni presidenziali americane, allorchè Al Gore, candidato per i democratici alla Casabianca, basò la sua campagna elettorale sul tema del global warming e realizzò un docufilm sulla questione, Una scomoda verità (An Inconvenient Truth).

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