Eutanasia su un minore, primo caso in Belgio

Da Redazione, in Esteri Primo Piano il .

La possibilità era prevista da una legge ratificata e firmata dal re del Belgio il 2 marzo 2014, e permette che un bambino vittima di ‘sofferenze intense’ non psicologiche e impossibili da alleviare possa venire sottoposto ad eutanasia, qualunque sia la sua età, previo consenso del minorenne stesso e dei suoi genitori o tutori legali. Tale legge, che ha creato scalpore e proteste nel Belgio stesso, è stata applicata per la prima volta recentemente: ad annunciarlo il quotidiano belga Het Nieuwsblad che scrive: ‘per la prima volta nel nostro paese un minorenne è morto per eutanasia‘.

 

La legge prevede che il bambino debba possedere la capacità di intendere e di volere, e che questa debba essere accertata davanti ad uno psicologo e ad uno psichiatra. Serve inoltre che entrambi i genitori, o chi ne fa le veci,  prestino consenso scritto. In seguito alle polemiche derivate dalla nuova legislazione riguardo l’eutanasia infantile, i sostenitori della legge hanno precisato che nessun medico sarebbe stato obbligato per legge ad applicare l’eutanasia , e che sarebbero stati applicati rigidi criteri dall’equipe medica che ha in cura il paziente.

 

Eutanasia e suicidio assistito

Il minorenne, di cui non si conosce nè l’identità nè l’età, ha subito l’eutanasia per iniezione letale, come previsto dalla legislazione belga. Il Belgio è attualmente uno dei tre paesi europei che consente l’eutanasia, insieme al Lussemburgo e ai Paesi Bassi.  In altri paesi, caso più noto quello della Svizzera, è stato legalizzato invece il suicidio assistito, in cui è il paziente stesso ad agire nell’atto di ingerire il farmaco letale, il pentobarbital.