Exodus 1, cos’è e come funziona uno smartphone blockchain

Come annunciato oggi in conferenza a Berlino, HTC consegnerà un numero limitato di Exodus 1, il primo smartphone nativo sviluppato con la blockchain, a sviluppatori ed esperti in tecnologie crypto. Ma l’annuncio porta immediatamente a due domande fondamentali: che cos’è esattamente un telefono blockchain e perchè qualcuno dovrebbe comprarselo?

Sappiamo che la blockchain è quella tecnologia a catena di blocchi che permette di certificare, archiviare e proteggere crittograficamente transazioni, esempio più noto di questo uso è quello che regola l’esistenza del Bitcoin e di altre criptovalute. I computer che partecipano al registro della blockchain agiscono come nodi di un sistema decentralizzato, simile al peer-to-peer, dove ogni nodo agisce contemporaneamente da server e client inviando e ricevendo dati.

Con l’introduzione di Exodus 1, HTC sostiene di voler creare un network di telefoni blockchain per duplicare il numero dei nodi di Bitcoin ed Ethereum, in modo che l’utente medio, anche senza conoscenze specifiche del settore, possa accedere più facilmente ai servizi offerti dalle tecnologie blockchain, come ad esempio il mercato delle criptovalute e altri settori dove la tecnologia verrà usata in futuro. Ma la vera novità che HTC promette è quella di consentire l’archiviazione dei dati del telefono sulla rete blockchain in modo da proteggerli in maniera ipersicura. E il risultato sarà certamente molto simile a Solid, il modello di web decentralizzato annunciato da  Tim Barners Lee qualche settimana fa. Lee, che del web è inventore, aveva pensato la rete di internet molto più decentralizzata di come è oggi.

Secondo HTC, un’ulteriore potenzialità offerta dal telefono blockchain sarebbe la possibilità di sviluppare applicazioni che gioverebbero delle potenzialità e della sicurezza di questa tecnologia. Si chiamano dApps, ovvero app decentralizzate, ecco il link per dargli un’occhiata.

 

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