La lettera-denuncia del mondo accademico: “Studenti semianalfabeti”

Una lettera inviata al Parlamento con oltre 600 firmatari, tutti appartenenti al mondo accademico italiano. Tra loro personaggi di spicco quali Massimo Cacciari , Carlo Fusaro, Marcello Messori e Ilvo Diamanti, oltre ad Accademici della Crusca e rettori/rettrici di università. La motivazione è la carenza linguista dei giovani italiani, una “tragedia non percepita”,  secondo quanto riporta il documento.

Le facoltà universitarie, denunciano i professori, stanno organizzando corsi di recupero per la lingua italiana, dal momento che “almeno i tre quarti degli studenti delle triennali sono, di fatto, semianalfabeti”. “E’ avvilente” si legge nella lettera “trovarsi di fronte ragazzi che vogliono intraprendere la professione di giornalista e presentano povertà di vocabolario, scrivono come se stessero redigendo un sms, con conseguenti contrazioni di vocaboli, o inciampano sui congiuntivi”. Per i docenti firmatari la poca conoscenza della lingua italiana non si esprimerebbe solo con una carenza evidente nell’atto della scrittura, ma anche nel modo di esprimersi dei giovani, aprendo di fatto una “tragedia nazionale non percepita dall’ opinione pubblica, dalla stampa e naturalmente” chiude ironicamente la lettera “dalla classe politica”.

 

 

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