sabato, 23 giugno 2018 - Redazione - Contatti

Morte Morosini, medici condannati: ‘Si poteva salvare’

Da Redazione, in Cronaca il .

I medici hanno avuto un comportamento ‘fuori da ogni protocollo medico‘. Ha avuto così inizio il verdetto del processo di primo grado per la morte di Pierpaolo Morosini, avvenuta in seguito ad un arresto cardiocircolatorio che ha colpito l’attaccante del Livorno durante l’incontro contro il Pescara del 14 aprile 2012.

Sono stati condannati tutti e tre gli imputati, ovvero il medico del 118 del capoluogo abruzzese Vito Molfese, che ebbe la maggiore responsabilità nella gestione del soccorso a Morosini, il medico del Livorno Calcio Manlio Porcellini e quello del Pescara Ernesto Sabatin. A Molfese, condannato ad un anno di reclusione, è stata riconosciuta una  ‘colpa grave e inescusabile‘, quella di aver  ‘consentito allo spostamento sconsiderato di Morosini sulla barella e non ha proceduto all’utilizzo del defibrillatore‘. Se l’entrata dell’ambulanza nello stadio non fosse stata bloccata e poi successivamente se fosse stato seguito correttamente il protocollo da adottare in queste situazioni forse Morosini si sarebbe potuto salvare, come avvenuto in casi più fortunati in altri stadi europei, attrezzati per questo tipo di emergenza.

 

Gli altri due medici, Manlio Porcellini e Ernesto Sabatin, sono stati riconosciuti anch’essi colpevoli, pur con minore responsabilità rispetto al collega Molfese del 118, e condannati a otto mesi di reclusione ciascuno, oltre al pagamento di una provvisionale di 150 mila euro ciascuno.