sabato, 23 giugno 2018 - Redazione - Contatti

Papa Francesco e la chiusura di Castel Gandolfo

Da Redazione, in Cronaca Vaticano il .

Papa Giovanni Paolo II lo chiamava il «Vaticano 2», Roncalli invece ne era praticamente innamorato, idem Ratzinger, e Pio XII ci passò gli ultimi giorni della sua vita. La residenza estiva dei pontefici a Castel Gandolfo è ormai un sito storico, così storico che Francesco (che nel suo magistero propone in gesti, parole ed opere un rinnovamento di tutte le cose) non ci ha mai messo piede, eccetto che per l’incontro con l’ormai ex-papa Ratzinger, ritiratosi lì per qualche tempo dopo la rinuncia al soglio petrino. Tutti noi infatti ricordiamo il «folle volo» che portò il pontefice tedesco sui Colli Albani, e dopo un breve discorso di congedo il vederlo sparire per sempre nel suo ruolo di capo della Chiesa Cattolica.

I castellani, abitanti di Castel Gandolfo, devono aver apprezzato la scelta del papa, che aveva messo di nuovo al centro della Chiesa il loro paesino arroccato sul Lago di Albano proprio in quel momento tanto difficile, ma il congedo era definitivo, e non lo hanno capito! Non lo avrebbero più visto, nel senso che non avrebbero più visto nessun papa! Chissà cosa devono aver pensato i cittadini della piccola città fortezza quando Papa Francesco ha annunciato di non volersi recare a Castelgandolfo. «Santità, la preghiamo. Venga da noi, almeno un giorno solo». Ma niente da fare, il papa lì non c’è mai andato, ed in effetti Francesco (e lo ha fatto capire in maniera palese nell’Evangelii Gaudium) preferisce stare in mezzo alla gente, e non chiuso nei castelli. Da oggi il palazzo e le ville pontificie di Castel Gandolfo diverranno un museo. Pazienza, almeno per i commercianti che vivevano del turismo dei pontefici. Bisogna fare i conti con il nuovo umanesimo di Papa Bergoglio. E dovranno adattarsi.