sabato, 23 giugno 2018 - Redazione - Contatti

Le confessioni di papa Ratzinger: ‘Preparai in segreto la rinuncia’

Da Redazione, in Cronaca il .

Si chiamerà ‘Ultime conversazioni‘, frutto dei colloqui tra l’ex pontefice Joseph Ratzinger e il giornalista tedesco Peter Seewald. Il titolo spiega già molto di quello che forse vuole essere l’ultimo atto di Papa Benedetto XVI, il modo di dichiarare ciò che non è stato dichiarato o che non è potuto trapelare dopo la sua rinuncia al ministero petrino, avvenuta l’11 febbraio 2013 durante il concistoro con la Curia romana. Da allora, a parte qualche mera comparsa durante celebrazioni straordinarie, Ratzinger vive ritirato all’interno del monastero Monastero Mater Ecclesiae, precedentemente occupato da una comunità di suore.

Sebbene monsignor Gänswein abbia fatto sapere che l’ex pontefice stia bene e continui ogni giorno a leggere e scrivere, l’ultimo suo libro risale al 2012, L’infanzia di Gesù, nel quale con le sua grande esperienza da teologo raccontava i primi anni della figura principale del Cristianesimo.

Il nuovo libro-intervista

In ‘Ultime conversazioni’ invece le cose cambiano. C’è poca teologia nelle parole di Ratzinger, ma tanta voglia di raccontarsi e di chiarire le sue posizioni in merito alle vicende della Chiesa che ha governato per quasi otto anni. Prima però si racconta. La sua gioventù, la vocazione, gli anni difficili della guerra, l’arrivo a Roma, il Concilio Vaticano II (per cui ha partecipato ai lavori), fino ad arrivare alla porpora cardinalizia e al pontificato. Accademico? ‘Non lo sono stato’ fa sapere Ratzinger, che ammette invece di aver cercato in tutti i modi di cambiare lo Ior e arginare la piaga della pedofilia a differenza di chi pensa che non lo abbia fatto nel modo giusto, cosa che più gli è stata rimproverata per i suoi anni da pontefice.

E sulla rinuncia ha ammesso di averla preparata ‘in gran segreto’. Aveva pensato a tutti i suoi possibili successori ‘ma non a lui‘, Bergoglio, il cardinale argentino che pochi anni prima nel corso del Conclave del 2005 era stato il secondo più scelto dagli altri porporati alle spalle di Ratzinger.