Trump, l’arrivo in Arabia Saudita e il missile dallo Yemen su Riad

Da Redazione, in Esteri il .

Ad accogliere Donald Trump al suo arrivo all’aeroporto di Riad c’è l’ottantunenne Re Salman. Accade molto di rado che il sovrano saudita si rechi direttamente in aeroporto per fare gli onori di casa, ma l’inconsuetudine stavolta è pienamente ripagata. The Donald porta con sè tutta una serie di novità, e egli stesso è la sua novità. Il neopresidente USA infatti ha scelto proprio l’Arabia Saudita come destinazione della sua prima visita fuori dai confini. Sarà poi a Gerusalemme e a Roma il 24 maggio (dove è previsto l’incontro con Papa Francesco) in un viaggio che tocca significativamente le tre grandi capitali delle più grandi religioni.

Nella giornata di domani Trump prenderà parte al Summit con i Paesi Arabo-Islamici e il New York Times gli ricorda che avrà molto di cui farsi perdonare nelle parole che userà durante il suo intervento, soprattutto a merito dei numerosi slogan anti-islam usati durante la sua campagna presidenziale e il provvedimento che ha vietato l’ingresso di persone di fede islamica negli Stati Uniti.

L’arrivo di Trump ha ricevuto però anche tutt’altri convenevoli: nella vigilia dell’atterraggio dell’Air Force One presidenziale infatti le autorità saudite hanno comunicato di aver neutralizzato un missile lanciato da ribelli yemeniti. Il punto forte dell’incontro tra USA e Arabia Saudita è infatti un accordo per la vendita di armi per 110 miliardi di euro. Armi che vengono usate per reprimere le rivolte in Yemen, causando spesso la morte di civili che le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato più volte.