Uomini in mare

700 morti nell’ultima settimana, decine di migliaia nell’ultimo anno, centinaia di migliaia quelli sbarcati sulle coste europee. Sono i migranti. Così almeno li conosciamo, questo sappiamo di loro: il colore della pelle, la giovane età, lo sguardo spaesato all’arrivo in Europa. Eppure è proprio in Europa che vogliono arrivare. Chi ha uno zaino, chi un vestito addosso, chi un paio di scarpe, alcuni hanno le ciabatte, altri ancora non ce le hanno, mentre tutti gli altri non hanno nemmeno i vestiti.

Arrivati in centinaia per ogni barcone, allo sbaraglio. Così gli avevamo visti anche arrivare dall’Albania post comunista all’inizio degli anni ’90. Prima erano in pochi, e sbarcavano su gommoni, poi hanno riempito una nave, e giustamente qualcuno qui in Italia l’ha chiamata invasione.

Anche Montanelli tra l’altro lo diceva: ‘Gli italiani hanno sempre accolto tutti, il razzismo non fa parte della nostra cultura,ma quando a migliaia sbarcano suole nostre coste si sta parlando di invasione’. Ma comunque, un’invasione che è una burla, senza cattiveria, senza malaffare, senza scopi precisi. Basta vederli i volti di questi che arrivano. Non hanno niente, e dove vogliono andare non lo sanno neanche loro: ‘In Francia’ dicono alcuni. Altri parlano di amici che vivono in Inghilterra, e altri preferiscono i paesi del Nord Europa.

Nessuno di questi vuole rimanere in Italia. Strano. Ma se fosse così quindi di che ci lamentiamo? Siamo una nazione di passaggio. Convinciamoci piuttosto quindi di essere approdo e non residenza, di essere parte del viaggio di questi migranti. Un giorno questa storia sarà ricordata, e raccontata.

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